– Quanti volti può avere la follia? –
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19 Giugno 2026

Metti una sera all’Area xx1.
Metti una sera di seducente destabilizzazione, per la messa in scena di un montaggio surreale.
Metti una sera dove si sperimenta il superamento delle convenzioni della logica.
Ti ritroverai immerso al di là di una frammentaria percezione ordinaria della realtà, per assaporare l’unità segreta di un nuovo stare al mondo: costruito su una rete di rimandi invisibili, misteriosi, ineffabili.

Vivrai un rovesciamento che porterà ad una rigenerazione.
Vivrai un trionfo della vita, dell’abbondanza e del caos, prima di ritornare nei limiti fissati dalla logica del vivere quotidiano.
Vivrai un’opera d’arte totale e un accresciuto senso di unità sociale, perché sei immerso in un momento di grande indulgenza.

“Ogni uomo mente,
ma dategli una maschera
e sarà sincero”
(Oscar Wilde)

Mascherarsi permette di sospendere le convenzioni sociali.
Indossare tutti insieme una maschera sul viso, rende impermeabile il giudizio dell’altro e fa fluire l’universo indifferenziato del proprio desiderare.
Per un attimo, mascherarsi libera ogni “dover essere”, garantendo un ritorno all’ordine costituito.
Come avviene all’interno di un Carnevale, momento di festa che contiene in sé l’idea di un ciclo. Dove metaforicamente succede che una dirompente primavera faccia sciogliere tutte le rigidità dell’inverno, sapendo che poi all’invervo si ritornerà, per poi uscirne di nuovo. E così via.
Nella surreale dimensione del Carnevale succede infatti che l’uomo – distaccato dalla propria identità sociale, palesando le sue ombre e il suo caos interiore – si conceda a nuovi inizi, a un nuovo ordine, a una nuova stagione della sua vita.

Dentro questa visionarietà, il collettivo romano Project xx1 ha immaginato di immergere i rapporti relazionali noti, e quelli ancora tutti da scoprire, che abitano il Castello di Elsinor. Project xx1 è infatti una realtà multidisciplinare coordinata dallo psicologo e autore teatrale Riccardo Brunetti, specializzata in teatro immersivo e in esperienze interattive che prendono a modello l’Immersive Theatre inglese, basato su dinamiche di ingaggio spesso ancora sconosciute in Italia. E’ grazie a questo metodo di ricerca, che il collettivo Project xx1 riesce a solleticare lo spettatore a liberamente sperimentare nuovi “sottotesti” e nuove “sottotrame” che i testi originali contengono in sé.
E così, qui a Elsinore Carnival, a qualche livello lo spettatore diviene lui stesso personaggio della storia, scegliendo di percorrere una sollecitazione drammaturgica, piuttosto che un’altra: muovendosi come dentro ad una struttura labirintica. Per questo capita poi di voler tornare più volte a rivivere la performance: per esplorare quelle possibilità che la volta precedente si erano palesate ma sulle quali non era caduta la scelta del momento.

Entrando in questa nuova fruizione shakespeariana, si sperimenta come non esista un unico percorso drammaturgico lineare. Ogni spettatore infatti scopre che può scegliere ad ogni bivio drammaturgico dove andare, quali scene seguire e quali indizi raccogliere, rendendo la propria esperienza unica e soggettiva.
Un’esperienza teatrale che ricorda quella libera fruizione letteraria proprosta dal romanzo di Julio Cortázar Rayuela (Il gioco del mondo): un’opera in cui – un po’ come accade qui – la forma riflette il contenuto, ribellandosi alla sterile linearità della vita e del linguaggio. Ne deriva così che il lettore non è più un consumatore passivo, ma diventa un co-autore e un “complice” nella creazione dell’opera.
I capitoli (qui gli atti) e le vite dei personaggi, infatti, s’intrecciano come in un labirinto. Rappresentando la confusione, la ricerca di senso e l’impossibilità di afferrare l’Assoluto attraverso la sola logica razionale.

Amleto, come Horacio Oliveira, è l’intellettuale insoddisfatto simbolo dell’uomo moderno paralizzato dall’eccesso di analisi e incapace di vivere pienamente nel presente. E’ l’uomo che cerca quel contatto diretto e viscerale con la realtà che il linguaggio convenzionale non riesce a esprimere.
Accade ad Amleto, ad Horacio Oliveira ma, forse, anche a noi. Anche a te.
E allora: Metti una sera all’Area xx1.
Perché Elsinore Carnival è anche un’intrigante indagine sulla natura stessa dell’esistenza.

Vista l’attrazione esercitata sull’immaginario degli spettatori e in seguito alla vittoria quale Miglior Spettacolo e Miglior Regia al “Roma Shakespeare Fest 2026”, per venire incontro al gran numero di richieste di partecipazione, dopo già due mesi di messe in scena,
la programmazione è stata prorogata
al 19 Luglio p.v.
Le performance andranno in scena ogni Giovedì e Sabato alle ore 21:00 e ogni Domenica alle ore 18:00, presso l’ Area xx1 di Via Aquilonia, n. 61, Roma (Zona Prenestina, fermata Metro C Teano).
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Elsinore Carnival – quanti volti può avere la follia? –
è uno spettacolo immersivo
di Riccardo Brunetti e Alessandro D’Ambrosi
Aiuto regia e Organizzazione Anna Maria Avella
Costumi Sandra Albanese
Collaborazione ai testi Silvia Ferrante
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Elsinore Carnival è:
10 personaggi
16 ambienti
32 performer
135 minuti di emozioni
Ma soprattutto Elsinore Carnival propone modalità sapientemente folli di fruizione della performance: una follia legata metaforicamente al genio creativo e a intuizioni visionarie, che vanno oltre i limiti imposti dal pensiero logico e conformista.

Modalità di fruizione che si muovono dal free-roaming (dove gli spettatori sono liberi di esplorare gli spazi e seguire le narrazioni in autonomia); a esperienze più ludiche (in cui i meccanismi di gaming vengono intrecciati con la drammaturgia); alla fruizione di audioguide (in cui la narrazione vive principalmente nelle azioni dello spettatore); fino all’intimità delle esperienze one-to-one.
Per chi desidera essere solo un testimone – spiega Riccardo Brunetti – “Elsinore Carnival” assomiglia ad uno spettacolo dove è possibile, in continuazione, scegliere il punto di vista e l’aspetto della storia che interessa. Ma se qualcuno desidera di più, il nostro Carnival offre la possibilità di entrare in contatto con Shakespeare, Stoppard e altri autori come nessun’altra esperienza in Italia. Lo spettatore intraprendente potrà infatti trovarsi a tu per tu con Amleto, danzare con Ofelia, aiutare Rosencrantz e Guildenstern a capire quale sarà il loro destino, oppure gustarsi un cocktail al Bar (Yorick’s), con la regina Gertrude o il re Claudius.
Ma per scoprire davvero cos’è l’esperienza multisensoriale di Elsinore Carnival c’è un solo modo: viverla.

Nella rappresentazione di Venerdì 19 Giugno u.s. i performer in scena ad interpretare i 10 personaggi erano:
Pietro Marone, Grazia Maria La Ferla, Malvina Ruggiano, Dario Biancone, Massimiliano Viola, Alessandro Giova, Eny Cassia Corvo, Chiara Barbagallo, Riccardo Brunetti, Alfonso Strumolo.
Loro la capacità di seminare, far fiorire e poi tessere, con seducente e giocosa eleganza, corrispondenze e associazioni intuitive con lo spettatore.
Complici la cura appassionata delle scene (di Luisa Angiolillo, Arash Rahimi, Fabiana Tosca, Christian De Marco, Martina Giannico, Fabio de Iuliis, Simone Cerminara) e il magnetismo del paesaggio disegnato dalla luminosa ombrosità delle luci e dei suoni, curato da Riccardo Brunetti e Christian De Marco.

Per chi è questo Carnevale?
Per chi è lacerato dall’odio e dalla necessità di vendetta?
Per chi è intrappolata in una tragedia più grande di lei?
Per chi è pedina incastrata in un destino che la vuole già morta?
Per assaporare la libertà che solo la follia può donare?
Per chi vuole sbilanciarsi e sprofondare?
Per affrontare la verità?

Vieni a scoprirlo. Dietro ad ogni maschera, ci sei tu.
Recensione di Sonia Remoli
