MISURARE IL SALTO DELLE RANE – Carrozzeria Orfeo

TEATRO VASCELLO

dal 27 Gennaio all’8 Febbraio 2026

Misurare quanto gli altri possono essere capaci di amarci è un lavoro, e Betty lo sa.

Perché bisogna allenarli, gli altri, ad amarci.

Bisogna averne cura. Bisogna guardarli.

(ph. Simone Infantino)

Amare può fare malissimo. Ma senza amore, senza imparare a saltare sempre più lontano, non è vita.

Sarà per questo che è pieno di vento questo nuovo spettacolo di Carrozzeria Orfeo: un vento, messaggero di cambiamenti, di nuove emozioni. 

(ph. Simone Infantino)

Un vento che, ad esempio, agita Betty : lei che nonostante tutto non molla mai.

Vento che soffia sugli amori inconfessati e su quelli immaginati. 

Betty (una stupefacente Chiara Stoppa) e Lory (una sapientemente avvelenata Elsa Bossi) abitano in un piccolo paese sulle rive di un lago, popolato da donne ostili con le donne che sanno prendere le misure da un certo maschile. E da uomini in affanno con questo femminile.

(ph. Simone Infantino)

Un paese però dove il silenzio può essere non solo la risultante di una colpa, ma anche il regalo di una tregua. Finanche il prodotto di una grazia.

E’ qui che un giorno approda, in preda ad una crisi, Iris (la dolce ribelle e acuta santarellina Noemi Apuzzo): stressata dal peso della felicità: quel peso di quando hai tutto. 

E’ qui che ciascuna di queste tre donne cerca “un posticino tutto per sé”, che scopriranno e di cui impareranno ad aver cura proprio grazie alle “misurazioni” e agli “allenamenti” di Betty. 

Carismatica insegnante erotica di connessioni (non solo al walkie-talkie). A sua volta bisognosa d’aiuto per gestire invece “la misurazione” dei rapporti di separazione: quelle maledette porte che tutti le ripetono di chiudere. Senza sbatterle.

Tre donne Lory, Betty, Iris alla ricerca di un nuovo equilibrio con sé stesse, e con quel “misurare” che sa tenere insieme il contare su se stessi e il poter contare sulla presenza di qualcun altro.

Spingendosi al di là di quel “ non superare questo limite”, dietro al quale crede di proteggersi Lori.

Perché la vita sa generarsi anche dalla morte: come è accaduto al puledrino della cavalla bianca. Come è avvenuto a Betty.

Perché la vita è anche questo: una panchina sul bordo di un dirupo. Dove noi possiamo stenderci e “scegliere il fianco sul quale aspettare”. Parlando. Insieme. Senza paura. 

(ph. Simone Infantino)

Uno spettacolo dal realismo onirico che, come sempre negli spettacoli di Carrozzeria Orfeo (qui la drammaturgia è di Gabriele Di Luca che insieme a Massimiliano Setti ne cura anche la regia), sa strapparti risate caustiche proprio la’ dove non te lo aspetti.

E’ imbarazzante. E’ liberatorio. E’ vita.

Noemi Apuzzo (Iris), Elsa Bossi (Lori), Chiara Stoppa (Betti)


il cast con Gabrele Di Luca e Massimiliano Setti


Recensione di Sonia Remoli

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