Anteprima Nazionale
25 Febbraio 2026 – ore 20:45

MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2026 | ORE 20.45
IL MISANTROPO
di Molière
progetto e collaborazione alla traduzione di Andrée Ruth Shammah e Luca Micheletti
regia ANDRÉE RUTH SHAMMAH
traduzione Valerio Magrelli
con Fausto Cabra
e con (in o.a.) Marco Balbi, Bea Barret, Manuel Bonvino, Angelo Di Genio, Filippo Lai, Margerita Laterza, Francesco Maisetti, Edoardo Rivoira, Emilia Scarpati Fanetti, Andrea Soffiantini
e con la partecipazione di Corrado D’Elia
scene Margherita Palli |costumi Giovanna Buzzi
luci Fabrizio Ballini | musiche Michele Tadini
cura del movimento Isa Traversi
produzione Teatro Franco Parenti – Fondazione Teatro della Toscana

Andrée Ruth Shammah rilegge Molière con una potenza espressiva disarmante
Residenza artistica
e
debutto prima della tournée nazionale
mercoledì 25 febbraio

“Ho il vizio straordinario d’essere più sincero di quanto è necessario”
Basterebbe questa battuta di Alceste per comprendere l’urgenza contemporanea de Il misantropo di Molière. Nella nuova messinscena firmata da Andrée Ruth Shammah – produzione Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana – il grande classico francese si rivela per ciò che è sempre stato: un testo radicale, inquieto, modernissimo.
Lo spettacolo sarà in residenza artistica al Teatro Giuditta Pasta, dove troverà il suo spazio di perfezionamento prima dell’avvio della tournée nazionale. Un tempo prezioso di lavoro e concentrazione che culminerà con il debutto ufficiale mercoledì 25 febbraio alle ore 20.45.

La scelta del Teatro Giuditta Pasta come casa di questo debutto rappresenta un riconoscimento significativo. Negli anni il teatro si è affermato come presidio culturale di riferimento per il territorio, luogo scelto da compagnie di livello nazionale per allestimenti e riallestimenti di produzioni importanti. Essere individuato come spazio di creazione e prima rappresentazione significa riconoscerne la qualità tecnica, l’affidabilità organizzativa e la capacità di sostenere processi artistici complessi. Non solo teatro di programmazione, dunque, ma centro attivo di produzione e sviluppo culturale.

Questa nuova edizione de Il Misantropo è definita dalla critica come “di portentosa bellezza”. La regia di Andrée Ruth Shammah, insieme al lavoro di Luca Micheletti e Valerio Magrelli, privilegia un allestimento essenziale e minimalista, restituendo al testo una musicalità rigorosa e contemporanea, mentre il lavoro drammaturgico condiviso con Luca Micheletti valorizza l’equilibrio tra ironia e ferocia. Shammah sceglie un allestimento essenziale, privo di orpelli, per riportare al centro la parola, vera protagonista della scena.
La scenografia sobria, i costumi curati nei dettagli e le luci raffinate contribuiscono a creare un mondo teatrale che è insieme realista e poetico, in cui la psicologia dei personaggi emerge con chiarezza e intensità.

Al centro della scena, Fausto Cabra dà corpo a un Alceste vestito di nero, isolato in un mondo dai colori pastello: una società elegante ma profondamente omologata.
“Schiettezza, voglio, sempre! E uomini d’onore senza dire una sillaba che non parta dal cuore.”
È la dichiarazione di chi rifiuta il compromesso e denuncia “questo vile commercio di amicizie per finta”, fino a proclamare:
“Io odio tutti gli uomini, tutti! … Sì, sì, con tutta l’anima. La odio a dismisura.”
Ma Alceste è anche un uomo lacerato dall’amore per Célimène, travolto da una contraddizione insanabile: “Lo so, la mia ragione lo ripete ore ed ore; ma non è la ragione, che regola l’amore.”
Un affresco lucidissimo sul nostro tempo:
“Regna nel nostro secolo troppa perversità: non voglio più rapporti con questa umanità.”
Una frase che oggi risuona come dichiarazione politica e confessione privata insieme.

Oltre il Sipario
Mercoledì 25 febbraio, ore 20.00 ci sarà uno spazio dedicato all’approfondimento e alla curiosità sullo spettacolo: scoprire i dettagli dell’allestimento, le scelte registiche e l’approccio al testo di Molière prima del debutto in scena.
Tre motivi per non perdere lo spettacolo
Una regia attuale e filologica, che restituisce la musicalità originale del testo senza sacrifici al ritmo.
Un cast straordinario, in cui ogni personaggio emerge con singolarità e precisione, amalgamato in una performance collettiva impeccabile.
La possibilità di vivere un’esperienza teatrale immersiva, grazie ad un allestimento elegante e minimalista, che mette al centro il piacere dell’ascolto.
Citazioni dalla rassegna stampa
“Nonostante la presenza del tragico, la regista riesce a creare una storia leggera. Accompagna lo spettatore al piacere dell’ascolto senza distrazioni; la traduzione in versi settenari incrociati porta a un rigore linguistico e a un’armonia che non richiede nessun tipo di sforzo per essere ascoltata.”
Roberto Mussapi, Avvenire
“Una commedia che diverte e preoccupa, ma che da quasi trecento anni resta un capolavoro […]. Questo Misantropo è fortemente teatrale, teatro come luogo della verità, dietro le sue finzioni, le sue convenzioni. E soprattutto teatralissima è la splendida traduzione in versi, settenari incrociati, di Valerio Magrelli: elegante, divertente, dal gusto contemporaneo, un vero valore aggiunto.”
Anna Bandettini, la Repubblica
“Andrée Ruth Shammah ci consegna un gioiello, cogliendo le ricche sfumature, intrise di ironia, che però non si perdono nel lazzo gratuito. Ci restituisce con maestria i toni di un’opera malinconica e disperata, burlesca e accorata.”
Gianfranco Falcone, Mentinfuga
“Un classico che induce a riflettere con piacevole leggerezza.”
Paolo Parezzaolo, Famiglia Cristiana
“Una potenza espressiva disarmante. Una macchina scenica tanto perfetta da toccare forme di grazia altissima. E che porta a seguire ogni parola come in preda a un incantesimo.”
Fabrizio Sinisi
“Il misantropo di Molière: commedia e critica sociale in una magistrale esplorazione teatrale con attenta regia e un cast eclettico. […] La regista sottolinea la contemporaneità e l’eleganza del testo, evitando qualsiasi cambiamento che possa comprometterne l’autenticità.”
Sebastiano Di Mauro, WebLombardia
“Allo spettatore che si siede in sala, arriva immediatamente la seducente delicata freschezza dell’ascolto. Ed è un incanto di spontaneità, pura e insieme disponibile a contaminarsi di tutto, che ricorda la nostra psiche.”
Sonia Remoli, E ora: teatro!
“Si ride per quasi tre ore di spettacolo, ma è un riso amaro. Questo Misantropo è una figura contemporanea, già all’avanguardia per la propria epoca, che ci parla ancora oggi.”
Tommaso Quilici, Cabirians.com
Per prenotazioni:

Fondazione Culturale Giuditta Pasta
Via I Maggio snc
21047 Saronno VA
T : 0296701990
