(H) EART OFF GLASS è la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese firmata Fabrizio Arcuri


Al nuovo direttore artistico abbiamo chiesto di portare alla città un progetto culturale di valore, capace di intrecciare discipline, linguaggi e sguardi internazionali, restituendo al nostro festival — il più longevo in Italia— una rinnovata centralità nel panorama dello spettacolo dal vivo contemporaneo”.

(Assessora alla Cultura Marta Ugolini)

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78ª EDIZIONE ESTATE TEATRALE VERONESE

(H) EARTH OF GLASS

dal 25 Giugno al 16 Settembre 2026


Una nuova direzione artistica

inaugura la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese

affidata a Fabrizio Arcuri

regista innovativo e curatore di festival e stagioni teatrali

all’insegna di un dialogo aperto tra i linguaggi internazionali del contemporaneo

78ª EDIZIONE ESTATE TEATRALE VERONESE

(H) EARTH OF GLASS

dal 25 Giugno al 16 Settembre 2026

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Questo nuovo corso si pone in piena continuità con la visione delineata da Arcuri fin dal suo insediamento, lo scorso ottobre, alla guida del settore spettacolo del Comune: “il teatro come luogo di comunità, dialogo e internazionalità”. Un orientamento che proietta il festival italiano più longevo verso una dimensione sempre più internazionale, capace di intrecciare discipline, arti sceniche e prospettive globali.

La programmazione si articola tra spettacoli di alta qualità, protagonisti di riferimento della scena teatrale nazionale e internazionale e scelte fortemente innovative. Molte proposte sfidano le forme tradizionali, consolidando l’identità dell’Estate Teatrale Veronese come punto di riferimento culturale e piattaforma internazionale di incontro e convergenza tra esperienze artistiche di primo piano.

Questo rinnovato percorso trova espressione anche nell’immagine guida del festival, ideata dall’artista visivo Matteo Basilè. Concept artist di respiro internazionale, Basilè firma un’opera che si configura come un vero manifesto poetico. Il suo linguaggio, che intreccia fotografia, pittura e digitale, genera visioni sospese nel tempo, capaci di evocare la tensione tra realtà e immaginazione, memoria e contemporaneità.

Il risultato è un palcoscenico visivo che dialoga con lo spettatore: ogni forma, colore e movimento restituisce la complessità e la multidimensionalità dell’esperienza teatrale. L’identità del festival emerge così rinnovata, in equilibrio tra tradizione e innovazione, offrendo uno sguardo immersivo sul teatro contemporaneo a partire dalla sua culla più antica: il Teatro Romano di Verona.

Estate Teatrale Veronese 2026 prosegue il percorso tematico sugli stati della materia avviato nel 2025, dedicato all’acqua, assumendo la Terra come nuovo fulcro concettuale. Il titolo (H)Earth of Glass ne restituisce la complessità: la terra come materia viva e fragile, paesaggio culturale e radice identitaria, ma anche figura simbolica — Gea, madre originaria e archetipo di fertilità, cura e rigenerazione.

Il Teatro Romano si conferma cuore pulsante del festival, sede del nucleo drammaturgico principale e simbolo di un progetto che si espande nella città come un organismo vitale. Da questo centro si irradiano traiettorie artistiche, azioni performative e interventi urbani che trasformano Verona in uno spazio condiviso e attraversabile, un paesaggio culturale in continua trasformazione. Attorno a questo fulcro si dispongono nuovi presìdi, come costellazioni che ampliano e ridefiniscono la geografia del festival.

“Con questa nuova edizione di Estate Teatrale Veronese – dichiara l’Assessora alla Cultura Marta Ugolini – inauguriamo un corso che guarda con decisione al futuro, nel segno della direzione artistica di Fabrizio Arcuri. Al nuovo direttore artistico abbiamo chiesto di portare alla città un progetto culturale di valore, capace di intrecciare discipline, linguaggi e sguardi internazionali, restituendo al nostro festival — il più longevo in Italia — una rinnovata centralità nel panorama dello spettacolo dal vivo contemporaneo.

La programmazione che presentiamo oggi è un invito ad attraversare confini, a lasciarsi sorprendere da spettacoli che innovano e dialogano con le trasformazioni del nostro tempo. È una stagione che coniuga tradizione e visione, radicamento e apertura, confermando l’Estate Teatrale Veronese come punto di riferimento culturale e come piattaforma internazionale di eccellenza artistica.

Fabrizio Arcuri

Come Amministrazione, siamo orgogliosi di accompagnare questo percorso, certi che il festival continuerà a crescere come spazio vivo di confronto, ricerca e bellezza, capace di parlare a pubblici curiosi, ampi e diversificati, orgogliosi di portarlo avanti con gli storici compagni di viaggio ArtevenBanco Bpm e Magis e con la nuova collaborazione di Pasqua Vini. Ringraziamo tutti i partner e gli sponsor per aver accolto, e continuare ad accogliere, il nostro invito a sostenere un progetto importante per la vita culturale della città e per la storia che la rappresenta nel luogo da cui Verona è sorta e che ha dato il primo impulso all’arte teatrale.”

“Assumere la direzione artistica dell’Estate Teatrale Veronese – sottolinea Fabrizio Arcuri – rappresenta per me un incarico importante e una responsabilità concreta. Lavorare per un festival così radicato nella storia del Teatro Romano significa rispettarne l’identità e, allo stesso tempo, accompagnarlo in un percorso di evoluzione. Il progetto che avviamo oggi, insieme all’Assessora Ugolini, alla Dirigente Barbara Lavanda e allo staff, nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità culturale della proposta. Partiamo dalla tradizione — in particolare quella legata a Shakespeare — per metterla in dialogo con esperienze contemporanee e con una dimensione sempre più internazionale.

La 78ª edizione propone un programma articolato che unisce prosa, danza, musica e linguaggi ibridi, includendo anche sperimentazioni digitali e nuove modalità di relazione con il pubblico. Accanto ai grandi classici, trovano spazio nuove produzioni, con l’intento di mantenere equilibrio tra continuità e innovazione.

Un’attenzione specifica è dedicata ai giovani, sia come pubblico sia come parte attiva del processo creativo, nella convinzione che il teatro debba essere anche uno spazio di partecipazione e crescita.

Questa edizione vuole offrire un contesto aperto al confronto e alla sperimentazione, capace di mettere in relazione artisti, pubblico e prospettive diverse, contribuendo allo sviluppo del teatro e delle arti performative nel presente.”

Giancarlo Marinelli, direttore di Arteven – Circuito Multidisciplinare Regionale, osserva con entusiasmo: Chiamami amore e avrò nuovo battesimo”, scrive William Shakespeare in Romeo e Giulietta. È proprio il caso di questa edizione dell’Estate Teatrale Veronese: un nuovo battesimo. Uno sguardo internazionale, un’attenzione alle migliori compagnie del nostro Paese e alla “meglio gioventù” del nostro territorio. Arteven è ancora una volta felice e onorata di essere al fianco del Comune di Verona per benedire questo rito che, d’innanzi a un pubblico straordinario, ha il sapore di una vera e propria celebrazione.”

Banco BPM rinnova con convinzione il proprio supporto all’Estate Teatrale Veronese, una manifestazione storica e profondamente legata alla città, che ogni anno riesce a coinvolgere un pubblico sempre più ampio. La cultura è un motore di crescita e di coesione: per questo siamo al fianco di una rassegna capace di unire qualità artistica e attenzione al presente.” spiega Alberto Melotti, Responsabile Direzione Territoriale Verona e Nord Est. “Scegliamo di accompagnare iniziative come questa perché favoriscono la partecipazione di generazioni diverse di spettatori, offrendo esperienze arricchenti e positive in un contesto sempre più inclusivo e accessibile. È un impegno che portiamo avanti con continuità, perché cultura significa contribuire al benessere della comunità e costruire il futuro.”

“Anche quest’anno il Gruppo Magis ha deciso di confermare il proprio sostegno all’Estate Teatrale Veronese – commenta Federico Testa, Presidente Magis. Questa collaborazione conferma la volontà di investire in una visione di futuro che parte dalla tradizione e mette al centro il territorio, le persone e la capacità della cultura di generare connessioni. In questa 78^ edizione ritroviamo valori che, come Gruppo, sentiamo profondamente nostri: il dialogo tra tradizione e innovazione, l’attenzione alle nuove generazioni e la volontà di costruire spazi condivisi di crescita e partecipazione. Come Magis siamo orgogliosi di accompagnare un progetto che contribuisce a rendere Verona sempre più attrattiva, dinamica e capace di immaginare il domani attraverso l’arte in ogni sua forma.” 

“Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di sostenere l’Estate Teatrale Veronese – evidenzia Umberto PasquaPresidente di Pasqua Vini – il Teatro Romano, con la sua atmosfera raccolta e stupefacente, carica di storia che si rinnova e perpetua a ogni stagione, non è solo un luogo amato dai veronesi ma anche molto amato da chi visita Verona. Siamo felici di poter portare il nostro contributo per farlo conoscere sempre di più in tutto il mondo”.


ETV26 – (H)EARTH OF GLASS: UN MANIFESTO POETICO CHE UNISCE TEATRO, IMMAGINE E TECNOLOGIA IN UN’ESPERIENZA IMMERSIVA

L’edizione 2026 si configura come un ampio progetto dedicato ai classici della scena occidentale, con un focus su Shakespeare, non come autore da celebrare, ma come materia viva capace di interrogare il presente nelle sue tensioni più profonde. Ne emerge una visione “glocal”, in cui dimensione internazionale e radicamento territoriale convivono, facendo di Verona un luogo attivo di creazione, pensiero e confronto.

Il cartellone si sviluppa come un organismo articolato in sezioni tematiche che accompagnano lo spettatore lungo un vero e proprio percorso esperienziale: il Festival Shakespeariano, cuore pulsante della riflessione drammaturgica, dove il classico si rinnova nel confronto con il presente; le Grand Soirée, serate evento pensate come celebrazioni collettive dello spettacolo dal vivo, capaci di unire linguaggi, pubblici e atmosfere in momenti di forte impatto scenico; il Classico, spazio di custodia e reinvenzione della tradizione, dove le forme ereditate si riattivano in chiave contemporanea; la Danza Internazionale, luogo in cui il corpodiventa linguaggio universale e strumento di attraversamento poetico del realeNuove Orbite/Giovani agitatori di lance cresconofucina di nuove voci e sguardi emergenti, laboratorio di energia critica e immaginazione; le Contaminazioni Musicalicrocevia sonoro in cui generi e sensibilità si intrecciano dando vita a paesaggi emotivi inediti; e infine le Costellazionipercorsi immersivi e diffusi che trasformano la città in un atlante vivente, mettendo in dialogo arti, spazi e comunità.

In questa visione le sezioni si intersecano e si sviluppano in modo trasversale lungo tutto il periodo estivo, configurandosi come una soglia di accesso e ogni spettacolo si offre come un atto per un festival che non si limita a rappresentare, ma attraversa; non si limita a raccontare, ma genera visioni.

Il tema della Terra ha permesso di definire un sistema di corrispondenze capace di dare coerenza e orientamento alla programmazione delle diverse sezioni del festival. In questa cornice, le sezioni si configurano come elementi di una costellazione simbolica ispirata al sistema dei pianeti, in cui ogni ambito progettuale sviluppa una propria identità in relazione al nucleo centrale.

Il richiamo al sistema planetario si traduce così in una vera e propria struttura concettuale che restituisce l’immagine di un ecosistema culturale dinamico, nel quale ogni sezione contribuisce in modo attivo all’equilibrio complessivo del festival.


PLANET SHAKESPEARE | PIANETA SHAKESPEARE 

    FESTIVAL SHAKESPEARIANO

    PRIMA NAZIONALE

    25-26 giugno | Teatro Romano

    LOS DOS HIDALGOS DE VERONA | I DUE GENTILUOMINI DI VERONA 

    Di William Shakespeare, Regia Declan Donnellan, adattamento Declan Donnellan and Nick Ormerod (SPAGNA – REGNO UNITO)

    PRIMA NAZIONALE

    09-10 luglio | Teatro Romano

    TITO ANDRONICO | 

    Dal Tito Andronico di William Shakespeare – Regia Davide Sacco, con Francesco Montanari

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    01 settembre | Teatro Romano

    ROMEO E GIULIETTA IN THE WAR 

    Da William Shakespeare – Di e con Stefano Massini con l’Orchestra Multietnica di Arezzo

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    03 settembre | Teatro Romano

    REX DESTRUENS, RE LEAR

    Da Re Lear di William Shakespeare – Di e con Massimo Cacciari, regia Leonardo Tosini

    10-11 settembre | Teatro Romano

    AMLETO²

    Da Amleto di William Shakespeare – di e con Filippo Timi

    03 luglio | Teatro Romano

    OTELLODI PRECISE PAROLE SI VIVE

    Da Otello di William Shakespeare – Regia Gabriele Vacis, con Lella Costa

    PRIMA NAZIONALE 

    06-16 luglio | Piazza Bra

    CARTA CARBONE

    Da I sonetti di William Shakespeare – Roberto Latini

    PRIMA NAZIONALE 

    5-6 settembre | Teatro Camploy

    OFELIA

    Da Amleto di William Shakespeare – Di Luca Giacomoni  (FRANCIA) con Giulia Quacqueri

    PRIMA NAZIONALE

    16 – 19 luglio | Museo Cavalcaselle – Tomba di Giulietta

    MIDSUMMER. Sogno di un gioco di mezza estate

    Da Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare (parti in inglese)

    Riscrittura originale di Andrea de Manincor, regia Solimano Pontarollo

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    12 settembre | Teatro Camploy

    BRAIN STORM Tempesta in testa

    Frank Heuel, Marta Dalla Via

    • GALAXIES | GALASSIE 

    GRAND SOIRÉES | EVENTO SPECIALE

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    28 giugno | Teatro Romano

    PADRE CICOGNA

    di Eduardo De Filippo – Diretto da Nicola Piovani, con Toni Servillo e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini 

    03 luglio | Teatro Romano

    OTELLODI PRECISE PAROLE SI VIVE

    Da Otello di William Shakespeare – Regia Gabriele Vacis con Lella Costa

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    01 settembre | Teatro Romano

    ROMEO E GIULIETTA IN THE WAR 

    Da William Shakespeare – Di e con Stefano Massini con l’Orchestra Multietnica di Arezzo

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    03 settembre | Teatro Romano

    REX DESTRUENS, RE LEAR

    Da Re Lear di William Shakespeare – Di e con Massimo Cacciari, regia Leonardo Tosini

    • POLARIS | POLARIS

    CLASSICI 


    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    28 giugno | Teatro Romano

    PADRE CICOGNA

    Di Eduardo De Filippo – Diretto da Nicola Piovani, con Toni Servillo e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

    17-18 settembre | Teatro Romano

    ALCESTI 

    Di Euripide – Regia Filippo Dini, musiche Paolo Fresu

    PRIMA NAZIONALE 

    26 e 28 giugno | Parco Santa Toscana

    INCENDI  

    da Wajdi Mouawad – Regia Silvia Masotti e Camilla Zorzi 

    PRIMA NAZIONALE 

    29 giugno – 2 luglio | Teatro Scientifico

    ECUBA. LA GUERRA SULLE MADRI

    Di Euripide – Di e con Isabella Caserta, musiche Valerio Mauro

    • BODIES IN REVOLUTION | CORPI IN RIVOLUZIONE 

    DANZA CONTEMPORANEA INTERNAZIONALE

    14-15 luglio | Teatro Romano

    DIPTYCH 

    Peeping Tom (BELGIO)

    20-21 luglio | Teatro Romano

    THE INFINITE APPROACH

    Yoann Bourgeois Art Company (FRANCIA)

    27 luglio-08 agosto | Teatro Romano

    BOTANICA – Season 2

    Momix (USA)

    • STELLAR FREQUENCIES | FREQUENZE STELLARI

    CONTAMINAZIONI MUSICALI

    27 giugno | Teatro Romano

    P.A.F. TRIO Paolo FresuAntonello SalisFurio Di Castri  

    29 giugno | Teatro Romano

    WHITE LIES (REGNO UNITO)

    04 luglio | Teatro Romano

    NICCOLO’ FABI in concerto

    05 luglio | Teatro Romano

    35 Anos Tour | DULCE PONTES (PORTOGALLO)

    06 luglio | Teatro Romano

    Kairos Tour | SIMONA MOLINARI special guest Raphael Gualazzi

    16 luglio | Teatro Romano

    JOHNNY MARR (The Smith) (REGNO UNITO)

    25 luglio | Teatro Romano

    DANIELE SILVESTRI in Concerto

    29 agosto | Teatro Romano

    JOAN THIELE

    05 settembre | Teatro Romano

    From The Rooftop – Live 2026 | COEZ

    13 settembre | Teatro Romano

    QUINTETO ASTOR PIAZZOLLA (ARGENTINA)

    • CONSTELLATIONS | COSTELLAZIONI

    06-16 luglio | Piazza Bra

    LITTLE FUN PALACE / VERONA 

    Di Filippo Andreatta 

    PRIMA NAZIONALE 

    07-12 luglio | Piazza Bra

    THE WALKS / VERONA

    Di Rimini Protokoll (GERMANIA) con Antonio Tagliarini 

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    06 luglio | Piazza Bra

    OVERTOURISM

    Idea e progetto: Babilonia Teatri 

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    13 luglio | Piazza Bra

    ATTRAVERSAMENTI

    Di e con Chiara Frigo e Silvia Gribaudi

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    06-16 luglio | Piazza Bra

    CARTA CARBONE

    Da I sonetti di William Shakespeare – Di Roberto Latini 


    7. NUOVE ORBITE

        GIOVANI AGITATORI DI LANCE CRESCONO

    PRIMA NAZIONALE 

    5 e 6 settembre | Teatro Camploy

    OFELIA 

    Da Amleto di William Shakespeare – Di Luca Giacomoni con Giulia Quacqueri

    7 settembre | Teatro Camploy

    HIJO DE BUDDHA 

    Di e con Nicolò Sordo

    PRIMA NAZIONALE – Creazione per Etv

    12 settembre | Teatro Camploy

    BRAIN STORM Tempesta in testa

    Di Frank Heuel (GERMANIA), Marta Dalla Via

    13 settembre | Teatro Camploy

    INFINITA BELLEZZA |

    regia e drammaturgia Claudia Manuelli | PREMIO SCENARIO 2025

    14 settembre | Teatro Camploy

    L’ISOLA DEI CICCIONI FELICI 

    Di e con Andrea Mattei | PREMIO SCENARIO PERIFERIE 2025

    15 settembre | Teatro Camploy

    DAD OR ALIVE 

    Di BumBumFritz, Con Giovanni Frison, Michele Tonicello | PREMIO SCENARIO (DISPOSITIVI STEFANO CIPICIANI) 2025


    Il 78° Festival Shakespeariano, primo sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, si inaugura con Los dos hidalgos de Verona / I due gentiluomini di Verona, per la regia di Declan Donnellan, considerato a livello internazionale uno dei più importanti e autorevoli registi contemporanei dei testi di Shakespeare. Prodotto in Spagna e presentato in prima italiana in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese, lo spettacolo imprime fin dall’apertura una chiara direzione internazionale alla rassegna (25–26 giugno). Segue Tito Andronico, nella riscrittura di Davide Sacco, evoluzione di un primo studio dal titolo Titus, qui presentato in prima nazionale. Con Francesco Montanari, lo spettacolo affronta il tema della violenza sistemica, interrogando il corpo — in particolare quello femminile — come luogo di dominio e sopraffazione (9–10 luglio). Con Ofelia, nella rilettura firmata da Luca Giacomoni, artista italiano attivo in Francia, il festival accoglie una nuova creazione presentata in prima italiana. Lo spettacolo affida a una danzatrice veronese Giulia Quaccheri, già interprete della compagnia di Emanuel Gat, il compito di incarnare una delle figure più iconiche e complesse dell’universo shakespeariano, restituendone una visione intima e contemporanea (5 e 6 settembre). Brain Storm – Tempesta in testa prima nazionale dal carattere inclusivo, diretta dal regista tedesco Frank Heuel su adattamento di Marta Dalla Via, utilizza Shakespeare come strumento per esplorare i disagi psichici del nostro tempo. L’isola di Prospero diventa così uno spazio di fragilità, ascolto e possibile cura (12 settembre, Teatro Camploy). Midsummer. Sogno di un gioco di mezza estate, realizzato da Casa Shakespeare, rafforza il legame con il territorio, intrecciando produzione contemporanea e identità locale in un dialogo fertile tra comunità e creazione artistica (16–19 luglio, Museo Cavalcaselle/Tomba di Giulietta). Chiude questo percorso Carta Carbone, il progetto di Roberto Latini dedicato ai Sonetti: un’esperienza intima e radicale, pensata per uno spettatore alla volta, in cui la parola poetica si trasforma in ascolto e relazione, facendo di Piazza Bra uno spazio performativo diffuso (6–16 luglio).

    Accanto al nucleo shakespeariano, prende avvio la sezione Grand Soirées – Evento Speciale, articolata in quattro serate uniche dedicate a produzioni di particolare rilievo.

    Si inaugura il 28 giugno con la prima assoluta di Padre Cicogna di Eduardo De Filippo, proposta di ispirazione classica che riunisce due protagonisti della scena italiana: Toni Servillo e il premio Oscar Nicola Piovani, autore delle musiche. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con Ravenna Festival, è una produzione concepita appositamente per il cartellone dei due festival e coinvolge cinque cantanti e un’orchestra di 36 elementi, integrando teatro e musica in un unico impianto scenico. Le successive tre serate sono dedicate a riletture contemporanee di Shakespeare, presentate ciascuna in data unica. Otello, di precise parole si vive, diretto da Gabriele Vacis con Lella Costa, propone una riflessione sul tema della gelosia e del linguaggio, ponendo al centro il valore della parola come strumento di consapevolezza (3 luglio).

    Con Romeo e Giulietta in the war, scritto e interpretato da Stefano Massini e presentato in prima nazionale, la vicenda shakespeariana viene riletta in chiave contemporanea, mettendo in relazione il conflitto originario con le dinamiche del presente. Il progetto è stato concepito appositamente per il festival e si avvale della partecipazione dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, rafforzando il dialogo tra parola e musica (1° settembre).

    Rex Destruens, Re Lear, di e con Massimo Cacciari, è una creazione realizzata per il festival in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto. Lo spettacolo affronta il testo shakespeariano come occasione di indagine sui temi dell’autorità, della legge e della loro crisi, sviluppando una riflessione di carattere filosofico (3 settembre).

    Accanto alle nuove produzioni, il festival ospita inoltre alcune riprese presentate per la prima volta a Verona, che offrono ulteriori prospettive sul repertorio shakespeariano. Così come Otello di Lella Costa e Gabriele Vacis ci sarà l’occasione di vedere una nuova versione, a distanza di 15 anni dal suo debutto, dell’Amleto², di e con Filippo Timi e Marina Rocco. Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, colorato, dove l’artista stravolge il testo shakesperiano, rovescia passioni e personaggi nella stessa gabbia da circo all’interno della quale si consuma un elogio della follia (10–11 settembre).

    Il festival accoglie un articolato nucleo di spettacoli ispirati al teatro classico, in relazione diretta con il Teatro Romano, sede privilegiata della manifestazione. Non semplice cornice, ma spazio attivo della visione artistica, il Teatro Romano diventa luogo di incontro tra eredità e contemporaneità. Oltre al già citato Padre Cicogna di Eduardo De Filippo, in questo contesto prosegue il dialogo con la tragedia greca attraverso il consolidato appuntamento con le produzioni della Fondazione INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, con Alcesti di Euripide diretta da Filippo Dini (17–18 settembre). 

    Il confronto con il classico si amplia attraverso riletture contemporaneeIncendiriscrittura di Edipo re firmata da Wajdi Mouawad, in scena al Parco Santa Toscana (26 e 28 giugno), propone una riflessione sulle radici della violenza e dell’identità. Accanto a queste produzioni, il progetto di Mine Vaganti / Spazio Teatro Giovani coinvolge le nuove generazioni in un percorso di avvicinamento e reinterpretazione del teatro classico, mentre Ecuba. La guerra sulle madri di Teatro Laboratorio Scientifico, presentato in prima nazionale, conferma la vitalità del tessuto teatrale cittadino e la sua capacità di confrontarsi con i grandi temi della tragedia (29 giugno – 2 luglio, Teatro Scientifico).

    Il festival si apre con decisione alla scena della danza contemporanea internazionale, costruendo un asse centrale in cui il corpodiventa strumento di conoscenzamisura dello spazio e dispositivo poetico. Una danza che si colloca al confine tra linguaggi, dialogando con teatro, cinema, circo, magia e illusione, e dando forma a esperienze visive e percettive ibride. Tra i protagonisti, i MOMIX, compagnia iconica della scena internazionale, presentano Botanica – Season 2, una creazione visionaria in cui il corpo si trasforma in paesaggio, creatura e materia in continua metamorfosi, attraverso un uso sapiente di luce, oggetti e illusione scenica (27 luglio – 8 agosto). I belgi Peeping Tom, tra le realtà più riconosciute a livello mondiale del teatro-danza contemporaneo, portano in scena Diptych, un lavoro che intreccia danza, teatro e linguaggio cinematografico, esplorando le fratture dell’identità e della memoria attraverso una scrittura scenica densa e perturbante (14–15 luglio). Completa il programma la presenza del francese Yoann Bourgeois, figura di riferimento del nouveau cirque europeo. In The Infinite Approach, il suo lavoro su equilibrio, caduta e sospensione trasforma la gravità in materia poetica, al confine tra gesto acrobatico, installazione e visione. Una ricerca che dialoga con l’illusione e la percezione, e che trova ulteriore risonanza nella recente inaugurazione delle Paralimpiadi all’Arena di Verona, riaffermando il corpo come luogo di possibilità, fragilità e bellezza (20–21 luglio).

    Costellazioni è la sezione del festival che si apre in modo più diretto al dialogo con la città, trasformando lo spazio urbano in luogo di attraversamento artistico e partecipazione. Fulcro del progetto è l’installazione artistica di OHT, concepita come centro nevralgico da cui si diramano traiettorie diffuse: un sistema di interventi, spettacoli e performance che si espandono nel tessuto cittadino, attivando nuove relazioni tra luoghi, pubblico e linguaggi. La sezione si configura come un dispositivo inclusivo e partecipativo, capace di coinvolgere la comunità e di ridefinire la città come spazio vivo di esperienza culturale condivisa. Overtourism (6 luglio) nasce da un progetto produttivo condiviso tra il Festival di Pergine e l’Estate Teatrale Veronese, sviluppato nell’ambito del bando SIAE, con l’obiettivo di sostenere percorsi di formazione e professionalizzazione artistica.Attraverso un dispositivo scenico che intreccia narrazione, performance e attraversamento urbano, il progetto invita il pubblico a riflettere sulle dinamiche del turismo contemporaneo, ridefinendo il rapporto tra città, abitanti e visitatori. Il collettivo tedesco Rimini Protokoll, tra i principali riferimenti della scena contemporanea internazionale, anima il tessuto urbano con una performance-passeggiata The Walks / Verona (7-12 luglio da Piazza Bra). Attraverso un percorso guidato da tracce audio – in 4 lingue – fruibili tramite smartphone, il pubblico è invitato ad attraversare la città trasformandosi in parte attiva dell’esperienza. Lo spazio urbano diventa scena e il camminare si fa dispositivo narrativo, in un lavoro che mette in relazione percezione individuale e dimensione collettiva, un progetto partecipativo che ridefinisce il rapporto tra spettatore, teatro e città. Attraversamenti (13 luglio da Piazza Bra) estensione di croute pour voir, a cura di e con Chiara Frigo e Silvia Gribaudi, è una performance partecipativa uno a uno, in cui un performer e uno spettatore condividono, attraverso cuffie e musica, un’esperienza intima basata sul movimento. Connessi dall’ascolto della stessa traccia sonora, i due danno vita a un incontro unico, in cui il corpo diventa strumento di relazione e comunicazione, oltre le parole. Ogni interazione si costruisce nel momento, trasformando lo spazio in un luogo di prossimità e ascolto reciproco.  Carta Carbone, creata per il festival veronese, è progetto di Roberto Latini e Gianluca Misiti dedicato ai Sonetti di Shakespeare, in forma di esperienza performativa intima pensata per uno spettatore alla volta. Attraverso un dispositivo sonoro in cuffia, la parola poetica si fa ascolto ravvicinato e relazione diretta, spostando l’attenzione dalla rappresentazione all’esperienza. La voce diventa spazio, il testo materia viva, in un incontro che si costruisce nella prossimità e nella durata. Un lavoro essenziale che restituisce Shakespeare nella sua dimensione più fragile e contemporanea, trasformando l’ascolto in atto condiviso.

    Al Teatro Romano la sezione Contaminazioni musicali, che riunisce artisti italiani e internazionali, confermando la vocazione multidisciplinare dell’Estate Teatrale Veronese come spazio di incontro tra linguaggi, culture e sensibilità diverse. La musica si affianca a prosa e danza come strumento di racconto del presente e occasione di condivisione, capace di unire generazioni e immaginari.

    Il programma attraversa generi e traiettorie differenti, intrecciando tradizione e contemporaneità. Tra gli appuntamenti, il ritorno del P.A.F. Trio con Paolo Fresu, Antonello Salis e Furio Di Castri, storica formazione del jazz italiano (27 giugno); Nicolò Fabi, tra le voci più riconosciute della canzone d’autore contemporanea (4 luglio); Simona Molinari con il Kairos Tour, insieme a Raphael Gualazzi, in un dialogo tra jazz, pop e songwriting (6 luglio); e Daniele Silvestri, con il suo progetto dal vivo che coniuga ricerca sonora e scrittura (25 luglio). 

    Spazio anche alle nuove generazioni, con proposte che intercettano linguaggi contemporanei: Coez, con From The Rooftop, progetto dal carattere intimo e urbano (5 settembre), e Joan Thiele, tra le voci emergenti più interessanti della scena italiana, in equilibrio tra soul, R&B ed elettronica (29 agosto). Il cartellone si apre inoltre alla scena internazionale con artisti di riferimento: i White Lies, band post-punk londinese dal sound atmosferico (29 giugno); Johnny Marrchitarrista, compositore e co-fondatore dei The Smith, figura centrale del rock britannico, (16 luglio); Dulce Pontes, interprete che ha rinnovato la tradizione del fado in dialogo con il mondo (5 luglio); e il Quintetto Astor Piazzolla, omaggio alla lezione del tango nuevo tra tradizione e innovazione (13 settembre).

    In un tempo in cui tutto cambia rapidamente grande attenzione al contemporaneo e allo sguardo dei giovani con la sezione in dialogo con il festival dedicata alle nuove drammaturgie under 40. Nuova offerta progettuale rivolta alle giovani generazioni di artiste e artisti come spazio di ricerca, formazione e focus sui linguaggi della scena contemporanea, viaggio tra identità, memoria e futuro, e esplorazione che attraversa territori diversi ma complementari dalla rielaborazione del mito e del classico, fino alle forme più radicali di contemporaneità, passando per la ricerca identitaria e il rapporto tra corpo, tecnologia e comunità. Niente risposte definitive, ma aperture di spazi di confronto e di ascolto, trasformando il teatro in un laboratorio di visioni e pratiche sceniche, capace di dialogare con le Accademie e reti europee, in un’ottica internazionale e interdisciplinare, e che si intreccia con il territorio attraverso la partecipazione di studenti, neo-attori e giovani professionisti veneti. La sezione si propone inoltre come luogo di incontro con un nuovo pubblico, curioso e partecipe, invitato a condividere i processi oltre che gli esiti artistici. Una palestra di idee, relazioni e linguaggi, capace di generare comunità, opportunità e nuove prospettive per la scena contemporanea.

    Le proposte degli autori under 40, assieme al già citato Ofelia, saranno: Hijo de Buddha di Nicolò Sordo vincitore del Premio Tondelli in un lavoro che mescola provincia italiana, globalizzazione e pop (7 settembre); Infinita bellezza di Claudia Manuelli con Aron Tewelde conduce dentro un luogo simbolo della storia teatrale, dove il passato non è un museo ma un orizzonte sempre vivo con un testo che mette in dialogo l’idea del teatro come casa e come specchio, e ci invita a guardare la bellezza non come nostalgia, ma come possibilità continua di reinventare la scena e il senso del fare teatro (13 settembre); con L’isola dei ciccioni felici di Andrea Mattei la narrazione si sposta verso una dimensione più politica e corporea, in cui il corpo diventa territorio di resistenza e liberazione. Lo spettacolo rovescia stereotipi e convenzioni, trasformando l’isolamento in comunità e la differenza in forza. È un invito a ripensare il concetto di normalità e a riconoscere la ricchezza delle diversità (14 settembre)Dad or Alive apre il viaggio con la forza di un racconto che indaga le radici familiari e le eredità che ci definiscono, interrogando con ironia e profondità i legami tra presente e futuro: la vita come percorso in cui si intrecciano memoria e azioni, e la scena diventa spazio di riconoscimento (15 settembre); infine, Digital Odyssey di BlueCheese con Roberto Latini,impreziosisce il percorso come un viaggio epico dentro il presente digitale: un’Odissea contemporanea in cui l’uomo si confronta con schermi, reti, algoritmi e identità frammentate. La tecnologia non è solo strumento, ma paesaggio dell’anima, e la drammaturgia diventa la mappa per orientarsi nel nuovo mondo (16 settembre).

    L’ Assessora alla Cultura Marta Ugolini e Fabrizio Arcuri

    Prime, riprese dal respiro internazionale, riletture, classico, danza, musica, laboratori e performance digitali compongono così un unico grande progetto: un festival che non conserva i classici, ma li attiva, mettendo in relazione parola, corpo, musica e spazio nello scenario simbolico del Teatro Romano e nella complessità del presente. Un teatro che non celebra, ma rischia, e che fa del classico e della tradizione un luogo di visione, pensiero e comunità. L’Estate Teatrale Veronese 2026 con (H)Earth of Glass si afferma così come un festival capace di coniugare tradizione e ricerca, responsabilità ambientale e innovazione artistica, radicamento territoriale e visione internazionale, consolidando un progetto pluriennale che fa dei classici e degli elementi della natura strumenti critici e poetici per leggere il presente e immaginare il futuro.

    Estate Teatrale Veronese è promossa dal Comune di Verona in collaborazione con il circuito multidisciplinare regionale Arteven,con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Veneto e ha come sponsor Banco BPMMagis e Pasqua Vini.

     INFORMAZIONI. Programma completo sul sito www.estateteatraleveronese.it, sulla pagina           

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        sul canale YouTube Estate Teatrale Veronese.

         BIGLIETTI DISPONIBILI DA LUNEDì 13 APRILE alle ore 10 

    Fino al 24 giugno promozione esclusiva EARLY BIRD per un’estate di emozioni.


    Ufficio Stampa Nazionale “Estate Teatrale Veronese”

    Maya Amenduni comunicazione

    Maya Amenduni +39 392 8157943

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