FESTIVAL DEL CO-HOUSING di Roma Capitale: nuove forme di abitare per convivere nella terza età

“Come continuare a vivere in modo autonomo, dignitoso e pieno di relazioni quando l’età avanza?”

Il co-housing è una risposta attiva all’isolamento

Il Festival del Co-Housing di Roma Capitale nasce con la consapevolezza che la sfida dell’invecchiamento non è solo tecnica. È soprattutto culturale.

Costruire una città capace di rispondere con dignità al crescere della popolazione anziana richiede di cambiare il modo in cui pensiamo la vecchiaia, l’autonomia, la cura e la casa.

Il co-housing è uno strumento di questo cambiamento: concreto, praticabile, radicato nelle esperienze reali, aperto a tutti.

“Ognuno di noi deve sentirsi un po’ custode del benessere dell’altro. Perché una città non è fatta solo di strade e palazzi, ma dalle relazioni tra le persone e dobbiamo lavorare insieme affinché la solitudine smetta di essere un’emergenza invisibile“.

Festival del Co-Housing di Roma Capitale

Ad aprire i lavori è stato il 30 Marzo u.s. il Sindaco Roberto Gualtieri: 

Le nostre comunità invecchiano rapidamente e questo cambiamento ci obbliga a ripensare molte cose, a partire dal modo di abitare. Portare questo tema al centro del dibattito pubblico significa iniziare a costruire una nuova cultura dell’abitare e dell’invecchiamento, più fondata sulle relazioni, sulla prossimità e sulla solidarietà.” 


A seguire, l’Assessora Barbara Funari ha presentato la visione dell’Amministrazione capitolina:


Con il Festival del Co-Housing Roma Capitale vuole aprire uno spazio di conoscenza e confronto. La sfida oggi è anche culturale: far capire che abitare insieme, mantenendo la propria autonomia, può essere una possibilità concreta.”


Un progetto promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, realizzato da Doc Servizi Soc. Coop. con Auser Lazio, Cooperativa Risvolti e Cooperativa Prassi e Ricerca, finanziato nell’ambito del PNRR — NextGenerationEU e il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il Festival del Co-Housing attraverserà tutti i Municipi di Roma con oltre 50 appuntamenti, circa 600 ore di attività sul campo e 800 partecipanti stimati.


Il calendario completo degli eventi è disponibile sul sito festivalcohousing.it 

Il filo che unisce tutto: gli eventi pubblici

L’animazione territoriale e gli eventi pubblici del Festival si alimentano reciprocamente lungo tutto il calendario. Le attività di quartiere preparano culturalmente i cittadini agli eventi cittadini; gli eventi amplificano e restituiscono pubblicamente ciò che emerge dai territori.

L’evento inaugurale del 30 marzo all’Auditorium Parco della Musica — con la presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, dell’Assessora Barbara Funari, di Vincenzo Paglia, Erri De Luca, Donatella Di Cesare, Nicola Piovani, Barbara Ronchi, Luca Barbarossa, Ema Stokholma e Maria Grazia Calandrone — ha aperto il confronto pubblico cittadino e ha lanciato nel pieno la fase di animazione territoriale.

Il 18 aprile al Teatro Vascello, Monteverde, un incontro pubblico con le riflessioni di Massimo Recalcati* (in attesa di conferma) sul tema dell’abitare e della convivenza nella terza età, insieme all’anteprima del cortometraggio di fiction diretto da Francesco Bruni, che racconta l’inizio — incerto e pieno di piccoli attriti — della convivenza tra due donne anziane.

Il 21 maggio alle Industrie Fluviali (Sanidays), un incontro dedicato agli esperti e alle organizzazioni del terzo settore sul ruolo delle reti sociali e civiche nelle nuove forme di abitare collaborativo. Nella terza settimana di maggio, un evento in un quadrante periferico della città.

Il percorso si conclude a giugno in Piazza Don Bosco: una serata pubblica con momenti di festa, video mapping 3D e presentazione dell’Atlante del Co-Housing.

Il Festival non si chiude con l’ultimo evento: lascia in eredità una domanda pubblica — come vogliamo abitare, e con chi. Tutto il percorso è costruito per rendere questa domanda visibile, condivisa e riconoscibile come terreno decisivo di politica, cultura e futuro.

Il quadro normativo

Il Festival si inscrive in una fase di profonda trasformazione delle politiche nazionali sull’invecchiamento. La Legge 33 del 2023 — Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane — ha introdotto un cambio di paradigma esplicito: il diritto all’invecchiamento attivo, il rafforzamento della domiciliarità, la promozione delle reti di prossimità come risorse di welfare complementari ai servizi pubblici. I decreti attuativi e gli obiettivi della Missione 5 del PNRR convergono nella stessa direzione: prevenire l’istituzionalizzazione prematura, personalizzare la cura, sostenere l’autonomia attraverso strumenti innovativi e reti territoriali.

Il Festival del Co-Housing opera su questo terreno come dispositivo di politica pubblica in senso lato: costruisce la domanda qualificata senza la quale le riforme normative rischiano di restare sulla carta. Far emergere i bisogni reali, rendere visibili le esperienze già attive, alfabetizzare cittadini e operatori sociali significa creare le condizioni perché le norme trovino attuazione concreta. In questo senso Roma si propone come laboratorio civico e culturale nazionale sul tema del silver co-housing.

Un progetto che si abita

Il Festival del Co-Housing non si limita a raccontare cos’è il co-housing: lo fa toccare con mano. L’intera architettura del progetto è costruita attorno a un principio preciso — il tema dell’abitare condiviso diventa comprensibile solo quando viene vissuto, anche in forma temporanea, nei luoghi ordinari della vita urbana. Per questo l’animazione territoriale ne rappresenta il cuore operativo.

Quattro format complementari, ciascuno affidato a un partner specializzato, costruiscono un percorso progressivo che accompagna il cittadino dal primo contatto informale fino all’esperienza diretta di convivenza. I format sono veicoli di sensibilizzazione e al tempo stesso creano un’infrastruttura relazionale temporanea: uno spazio civico diffuso che mette in connessione anziani, famiglie, operatori sociali e reti territoriali attorno a una domanda condivisa — come si vuole abitare, e con chi.

L’animazione ha una funzione di attivazione sociale e culturale: favorire la costruzione di legami, la circolazione di informazioni, l’emersione di gruppi informali interessati a sperimentare forme di convivenza.

Casa Insieme — una casa temporanea nei luoghi della città

Il primo e più visibile dei quattro format è Casa Insieme, un’installazione modulare itinerante di dodici metri quadrati realizzata in cartone alveolare ad alta resistenza, trasportabile con un furgone e montabile in circa due ore da tre operatori. La struttura riproduce quattro ambienti domestici — ingresso, cucina, salotto, studio — e si sposta nei punti nevralgici della città: mercati rionali, biblioteche, piazze di quartiere, centri anziani.

Il dettaglio che trasforma Casa Insieme da semplice desk informativo a dispositivo relazionale è la presenza, in ogni tappa, di un anziano «padrone di casa»: un co-houser reale, individuato attraverso le cooperative partner, che racconta in prima persona la propria esperienza di vita condivisa. Il dialogo tra pari abbatte la diffidenza tecnica verso un tema che molti percepiscono come astratto o non riguardante la propria vita. I visitatori possono sedersi, fare domande, raccogliere materiali e — nella cucina dell’installazione — guardare su monitor le testimonianze di persone che hanno già scelto di abitare insieme.

Casa Insieme è il format curato direttamente da Doc Servizi Soc. Coop., insieme alle cooperative Magliana Solidale e H Anno Zero, e prevede dodici tappe in altrettanti contesti urbani distribuiti tra il Municipio I e il Municipio XIV, per un totale di novantasei ore di presidio. Ogni tappa produce contatti qualificati, materiali narrativi e connessioni con le reti locali che confluiscono nel portale del Festival e nell’Atlante del Co-Housing.

Casa Insieme  |  Mun. I, II, III, VI, VII, X, XI, XIV  |  12 tappe  |  96 ore totali

ABCo-Housing — una scuola pratica del vivere insieme

ABCo-Housing — curato da Auser Lazio — traduce il tema in apprendimento pratico. Il format è strutturato come un ciclo di dieci incontri in dieci luoghi diversi della città: Centri Anziani, biblioteche civiche, spazi associativi. Ogni sessione dura due ore e accoglie un massimo di venticinque partecipanti, con un metodo che non prevede conferenze frontali ma laboratori di co-progettazione.

Il lavoro si articola in tre momenti: un’introduzione guidata da un operatore sociale che aggancia il tema a situazioni reali; un’attività partecipativa in piccoli gruppi attraverso esercitazioni pratiche e simulazioni; la produzione di un elaborato collettivo — un decalogo, un poster, una mappa di buone pratiche — che viene documentato, restituito ai partecipanti e pubblicato sul portale del Festival.

I temi affrontati nelle dieci sessioni coprono l’intero spettro delle questioni pratiche della convivenza: gestione degli spazi comuni e negoziazione delle regole; condivisione dei pasti e delle spese domestiche; sicurezza reciproca e supporto nelle emergenze; piccole economie di vicinato come la badante condivisa; gestione dei conflitti e delle differenze; aspetti legali di contratti e regolamenti. Le sedi già confermate includono i Centri Anziani di San Lorenzo, Villa Gordiani, Garbatella, Tufello e Cinecittà.

ABCo-Housing — Auser Lazio  |  Mun. I, II, VI, VII, IX, X, XIII, XIV, XV  |  10 incontri  |  160 ore totali  |  max 25 partecipanti/sessione

Frequenza Comune — lo sportello mobile che va dove le persone sono

Per raggiungere anche chi vive in una condizione di isolamento invisibile, il Festival ha progettato Frequenza Comune, uno sportello mobile itinerante curato dalla Cooperativa Prassi e Ricerca. Il format si ispira all’immaginario radiofonico: come un’antenna che cerca la giusta frequenza, lo sportello si posiziona dove le persone già sono — mercati rionali, piazze, centri commerciali di quartiere — e intercetta conversazioni che altrimenti non avverrebbero mai.

Ogni uscita dura circa quattro ore e prevede un team di due operatori sociali e un volontario. La metodologia combina tre azioni: distribuzione di materiali informativi semplici (FAQ, brochure, guide ai modelli di co-housing); ascolto attivo con raccolta di domande, storie personali e bisogni legati alla solitudine abitativa; micro-animazione urbana attraverso talk spontanei di cinque-dieci minuti che introducono il tema e stimolano il confronto tra i presenti.

Le dieci uscite programmate attraversano i Municipi I, II, III, V, VI, VII e XI. I dati raccolti — domande ricorrenti, storie di solitudine, desideri di cambiamento — alimentano settimanalmente la sezione FARE del portale web, garantendo che la comunicazione del Festival rimanga agganciata alle reali preoccupazioni della cittadinanza.

Frequenza Comune — Coop. Prassi e Ricerca  |  Mun. I, II, III, V, VI, VII, XI  |  10 uscite  |  80 ore totali  |  team di 3 persone/uscita

Al Civico del Noi — sperimentare la convivenza per davvero

Il livello più profondo dell’animazione è Al Civico del Noi, curato dalla Cooperativa Risvolti. Il format muove da una premessa semplice: l’abitare condiviso non si comprende attraverso informazioni o racconti, ma attraverso situazioni vissute — anche semplici, come cucinare insieme o organizzare uno spazio comune.

Il percorso si articola in due fasi. La prima è propedeutica: quindici incontri di formazione con gli operatori dei servizi sociali di tutti i Municipi di Roma, per integrare il co-housing tra le opzioni di intervento domiciliare a disposizione dei professionisti. La seconda è quella delle giornate immersive: otto appuntamenti in cui piccoli gruppi di otto-dodici persone — selezionati in base alla motivazione e all’interesse a sperimentare forme di vita condivisa — vengono ospitati per una giornata intera in appartamenti condivisi, case-famiglia o spazi sociali già attivi sul territorio.

Ogni giornata prevede accoglienza dei partecipanti, preparazione e consumo di un pasto comune, attività di gruppo, momenti di conversazione guidata e una restituzione collettiva finale. L’esperienza è accompagnata da operatori e facilitatori con il compito di sostenere il clima relazionale, stimolare il dialogo e favorire l’emersione di riflessioni sulla propria disponibilità — e sui propri limiti — rispetto al vivere insieme. Le sedi coinvolte includono contesti di convivenza già attivi nei Municipi II, III, V, VI, VII, IX e XIII.

Al Civico del Noi permette di trasformare un concetto spesso percepito come astratto in un’esperienza concreta, emotivamente significativa e facilmente riconoscibile — costruendo la cultura dell’abitare solidale attraverso gesti quotidiani e relazioni reali.

Al Civico del Noi — Cooperativa Risvolti  |  Mun. II, III, V, VI, VII, IX, XIII  |  8 giornate immersive + 15 incontri propedeutici  |  270 ore totali


Calendario completo aggiornato:  festivalcohousing.it


Il Festival del Co-Housing di Roma Capitale è un progetto di Doc Servizi Soc. Coop. in partnership con Auser Lazio, Cooperativa Risvolti e Cooperativa Prassi e Ricerca, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale. Finanziato nell’ambito del PNRR — Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, NextGenerationEU, con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.