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IL PUBBLICO IN CRESCITA HA APPREZZATO UN FESTIVAL
CHE HA AMPLIATO IL SUO CAMPO D’AZIONE MANTENENDO LA PROPRIA IDENTITÀ’
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ESTATE TEATRALE VERONESE
CHIUDE LA 78ª EDIZIONE:
64.034 PRESENZE
E UN FESTIVAL CHE SI ALLARGA ALLA CITTÀ

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+28,07% di pubblico rispetto al 2025.
Teatro, danza, musica, nuove produzioni e ricerca hanno animato Verona
dal Teatro Romano a Piazza Bra, dal Camploy agli altri luoghi della città
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Si chiude con 64.034 presenze la 78ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese
diretta da Fabrizio Arcuri
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Un’edizione che ha scelto di confrontarsi con una pluralità di linguaggi, artisti e pubblici, ampliando la presenza del festival nella città e consolidandone il profilo nazionale e internazionale.
Tra gli spettacoli del cartellone e i diversi percorsi che hanno arricchito e intrecciato la programmazione
– da Spazio Teatro Giovani a Romeo e Giulietta itinerante, fino a Urban Orbit, la nuova proposta dedicata al teatro urbano, con spettacoli gratuiti diffusi in tutta la città –

emerge in particolare il significativo dato della partecipazione del pubblico.
Le 64.034 presenze complessive segnano infatti una crescita del 28,07% rispetto alle circa 50.000 registrate mediamente negli ultimi anni.
Un risultato che testimonia la capacità dell’Estate Teatrale Veronese di coinvolgere pubblici diversi e di costruire, attorno al proprio nucleo storico e identitario, una proposta culturale sempre più articolata, aperta e contemporanea.

La crescita del pubblico si accompagna a una presenza sempre più capillare nella città.
I suoi luoghi, i suoi quartieri e le persone che li abitano sono diventati parte integrante di un progetto che ha portato lo spettacolo dal vivo oltre i tradizionali spazi teatrali, creando nuove occasioni di incontro e relazione.

Sono molte le specificità che hanno caratterizzato questa stagione, promossa dal Comune di Verona in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto e con il contributo dei partner che accompagnano e condividono la visione di una cultura viva, accessibile e profondamente radicata nel territorio: Magis e Banco BPM, partner storici della manifestazione, insieme a Gruppo Vicenzi e Pasqua Vini.

La 78ª Estate Teatrale Veronese consegna così alla città non soltanto un importante risultato in termini di partecipazione, ma soprattutto un progetto capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia: un luogo di incontro tra generazioni, linguaggi e sensibilità differenti, nel quale il patrimonio culturale della città continua ad aprirsi a nuovi sguardi.
A questa scelta artistica corrisponde una risposta del pubblico altrettanto significativa.
La 78ª Estate Teatrale Veronese ha raccolto complessivamente 211 eventi in 22 diversi luoghi della città.

Al Teatro Romano, le 38 serate della sola programmazione ETV hanno registrato una media di circa 900 presenze, mentre la danza internazionale, una delle sfide più significative di questa edizione, ha portato in scena 16 spettacoli con una media di circa 1.000 spettatori.

Oltre un migliaio di presenze hanno accompagnato anche la nuova proposta delle Grandi Soirées, mentre Giovani agitatori di lance, la sezione dedicata alle nuove drammaturgie under 35, ha raccolto circa 800 presenze in 11 appuntamenti.

Anche la programmazione musicale ha confermato questo andamento, con il sold out per le serate con Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Coez. Numeri che restituiscono la capacità di una programmazione non costruita sulla ricerca del consenso immediato di incontrare pubblici diversi e di generare partecipazione attorno a proposte, linguaggi e artisti differenti.

MARTA UGOLINI, ASSESSORA ALLA CULTURA DEL COMUNE DI VERONA
“È stata una stagione entusiasmante, che ha superato le nostre aspettative e dimostra che si può innovare senza perdere la propria identità. Quando abbiamo affidato a Fabrizio Arcuri la direzione artistica, il 1° ottobre 2025, sapevamo di chiedergli una cosa non semplice: innovare profondamente la proposta dell’Estate Teatrale Veronese, aprirla a una dimensione internazionale, conquistare nuovi pubblici, senza perdere ciò che rende unico questo Festival, a partire dalla sua matrice shakespeariana e dal rapporto con i grandi classici. E il tempo a disposizione sembrava davvero scarsissimo. Oggi possiamo dire che quella scommessa è stata vinta.

Non solo perché le presenze sono cresciute del 28%, superando quota 64mila, ma perché è cambiato il modo in cui il Festival entra in relazione con il pubblico e con la città. Sono arrivati giovani, spettatori da fuori Verona, più pubblico internazionale; e lo spettacolo ha saputo uscire dal Teatro Romano per incontrare le persone nelle piazze, nei luoghi del patrimonio e nei quartieri. È esattamente l’idea di cultura che avevamo in mente: non qualcosa da custodire dentro perimetri conosciuti, ma un’esperienza capace di muoversi, sorprendere e creare nuove relazioni. Dietro questo risultato c’è stato un lavoro enorme. Voglio ringraziare anzitutto Fabrizio Arcuri, che in questi mesi ha messo nel progetto intelligenza, energia e anche una buona dose di ostinazione: so quante notti ha passato a far quadrare bilanci, progetti e ambizioni artistiche. E gli va riconosciuto anche il coraggio di tessere alleanze con altri festival e istituzioni culturali, perché un festival cresce davvero quando costruisce relazioni e scambi. Un grazie particolare va a Dannia Pavan e a tutta la struttura organizzativa, che ha reso possibile una macchina così complessa, e a Matteo Basilé, che ci ha regalato un’immagine artistica straordinaria, capace di portare l’identità dell’ETV ben oltre Verona. E tutto questo è avvenuto in un’estate non facile, anche per condizioni climatiche molto impegnative, che in qualche occasione hanno tenuto a casa una parte degli spettatori. Il risultato, quindi, assume ancora più valore. Abbiamo dimostrato che innovare non significa rinunciare alla propria storia. Shakespeare è rimasto al centro, ma è tornato a parlarci attraverso sguardi, linguaggi e artisti contemporanei; il Teatro Romano è rimasto il cuore del Festival, ma attorno a quel cuore si è costruita una geografia nuova. Adesso guardiamo avanti con una consapevolezza in più: a Verona si può fare. Si può avere il coraggio di cambiare senza cancellare la propria identità, si può essere fedeli alla tradizione proprio aprendosi al mondo, e si possono costruire nuovi pubblici senza abbassare l’ambizione culturale. Questa, per me, è la conquista più importante della 78ª Estate Teatrale Veronese”.
Il Teatro Romano è rimasto il cuore dell’Estate Teatrale Veronese, il luogo nel quale la storia del Festival Shakespeariano ha continuato a incontrare la scena contemporanea.

Qui si sono alternati grandi protagonisti italiani e internazionali, nuove produzioni e prime nazionali, dalla prima apertura con Declan Donnellan e I due gentiluomini di Verona a Tito Andronico, da Toni Servillo e Nicola Piovani in Padre Cicogna a Otello, di precise parole si vive con Lella Costa e Gabriele Vacis,

fino agli appuntamenti di settembre con Romeo e Giulietta in the War di e con Stefano Massini, Rex Destruens, Re Lear di e con Massimo Cacciari, Amleto² di e con Filippo Timi e Alcesti di Euripide, con la regia di Filippo Dini e le musiche di Paolo Fresu.

Accanto al teatro, il Teatro Romano ha ospitato uno dei nuclei internazionali della stagione con la danza di Peeping Tom, Yoann Bourgeois Art Company e MOMIX,

insieme a un articolato programma musicale che ha riunito artisti italiani e internazionali: Paolo Fresu, Antonello Salis e Furio Di Castri con il P.A.F. Trio, i White Lies, Niccolò Fabi, Dulce Pontes, Simona Molinari con special guest Raphael Gualazzi, Johnny Marr, Daniele Silvestri con Marco Santoro e Davide Savarese, Joan Thiele, Coez e il Quinteto Astor Piazzolla.

La presenza del festival nella città si è quindi estesa ben oltre il Teatro Romano. In Piazza Bra, con Costellazioni, il teatro e le arti performative hanno incontrato lo spazio pubblico attraverso un progetto che ha coinvolto Little Fun Palace, Rimini Protokollcon The Walks, Babilonia Teatri con Overtourism, Chiara Frigo e Silvia Gribaudi con Attraversamenti e Roberto Latini e Gianluca Misiti con Carta Carbone, progetto a partire dai testi di Shakespeare.

Una sezione che ha portato il linguaggio teatrale fuori dal perimetro tradizionale, facendo della piazza uno spazio di esperienza, relazione e osservazione della città.
Il festival ha inoltre continuato a intrecciare spettacolo e patrimonio attraverso altri luoghi della città, dal Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle alla Tomba di Giulietta al Parco Santa Toscana, fino al Teatro Scientifico, ampliando ulteriormente il rapporto tra la manifestazione, il patrimonio e lo spazio urbano.

Al Teatro Camploy, a settembre, ha trovato casa Nuove Orbite – Giovani agitatori di lance crescono, dedicato alle nuove generazioni della scena contemporanea. Il progetto ha riunito prime nazionali, spettacoli premiati, teatro, danza, linguaggi performativi e installazioni, con Ophelia, Hijos de Buddha, Brain Storm – Tempesta in testa, Infinita Bellezza, L’Isola dei ciccioni felici, Dad or Alive e Digital Odyssey.

A rafforzare questa nuova dimensione nazionale e internazionale è anche la rete di relazioni costruita nel corso della stagione, con collaborazioni attivate con Bolzano Danza, Pergine Festival e Ravenna Festival e relazioni avviate con realtà di primo piano come Romaeuropa Festival e il Festival d’Avignon. A questo si aggiunge il sostegno dell’Institut français attraverso il bando Mécénat, che ha accompagnato la presenza degli artisti francesi nella programmazione. Una rete che colloca l’Estate Teatrale Veronese dentro un sistema culturale più ampio e pone le basi per future coproduzioni, scambi e progettualità condivise.

È proprio questa articolazione a restituire il senso complessivo della 78ª edizione: il Teatro Romano non perde la propria centralità, ma diventa il punto da cui il festival può diramarsi nella città, mettendo in relazione patrimonio, spazio pubblico, nuove generazioni, ricerca, teatro, danza, musica e arti performative.

La direzione artistica di Fabrizio Arcuri ha sviluppato questa traiettoria lavorando sulla relazione tra memoria e contemporaneità, a partire dal patrimonio shakespeariano e dalla storia stessa dell’Estate Teatrale Veronese. Shakespeare non è stato soltanto celebrato mantenendo la continuità della storicità del festival più antico d’Italia, ma ha intensificato e rafforzato il dialogo con il presente attraverso riletture, nuove produzioni, artisti internazionali e linguaggi differenti.
È una crescita che si inserisce nella storia della manifestazione e ne sviluppa le possibilità, mantenendo il Teatro Romano e il patrimonio shakespeariano come riferimenti e, nello stesso tempo, ampliando il campo verso la contemporaneità, le nuove generazioni, la danza, la musica, la ricerca e la dimensione internazionale.
FABRIZIO ARCURI, DIRETTORE ARTISTICO DELL’ESTATE TEATRALE VERONESE:

“Il bilancio dell’Estate Teatrale Veronese 2026 è stato molto positivo, soprattutto perché questa edizione ha rappresentato l’avvio di un nuovo percorso curatoriale. Ho lavorato sull’identità di un festival con una storia straordinaria, cercando non semplicemente di conservarne l’eredità, ma di rimetterla in dialogo con il presente. Tradizione e ricerca, apertura internazionale, multidisciplinarietà e attenzione alle nuove generazioni sono state le direttrici di questo progetto. Una sfida che ha confermato la vitalità dell’Estate Teatrale Veronese e, allo stesso tempo, ha lasciato emergere significative potenzialità di crescita, trasformazione e rinnovamento”
Anche sul piano digitale l’Estate Teatrale Veronese conferma la capacità di ampliare e rinnovare il proprio pubblico. Nel 2026 i canali del Festival raggiungono 10.406 follower su Facebook e 5.714 su Instagram, con una crescita rispettivamente del 2,6% e del 31,2% rispetto al 2025. È soprattutto Instagram a segnare il dato più significativo: dai 2.568 follower del 2023 ai 5.714 del 2026, la community è più che raddoppiata (+122,5%), a conferma della capacità del Festival di intercettare anche un pubblico giovane attraverso linguaggi e formati digitali. Complessivamente, Facebook e Instagram hanno generato circa 3,6 milioni di visualizzazioni e 34.861 interazioni; su Instagram queste sono cresciute del 76,6% in un solo anno, passando da 15.959 a 28.181. Su Facebook, inoltre, l’89% delle interazioni proviene da non follower, un dato che evidenzia la capacità del Festival di raggiungere e coinvolgere nuovi pubblici.
Un risultato particolarmente significativo riguarda la crescita dell’attenzione della stampa, che nel 2026 ha portato l’Estate Teatrale Veronese ben oltre il perimetro territoriale, con una presenza costante su agenzie, quotidiani e periodici nazionali, Rai, testate culturali e specialistiche. Una copertura che ha accompagnato l’intera programmazione, dalle prime nazionali ai grandi protagonisti italiani e internazionali, dalla danza ai nuovi progetti della 78ª edizione. Un salto qualitativo che restituisce al Festival una dimensione sempre più ampia e autorevole: non soltanto un festival raccontato dai media, ma un festival capace di entrare nel discorso culturale italiano.
La 78ª edizione si chiude dunque con un risultato che va oltre il dato delle presenze: l’Estate Teatrale Veronese ha ampliato il proprio campo d’azione, ha incontrato nuovi pubblici e ha rafforzato la propria presenza nel panorama teatrale nazionale. Una crescita costruita senza perdere il rapporto con la storia della manifestazione e con la città, ma attraverso una naturale evoluzione del suo progetto artistico.
Un percorso che guarda già alla prossima edizione, con l’obiettivo di consolidare questa apertura, rafforzare il dialogo con la scena nazionale e internazionale e continuare a fare dell’Estate Teatrale Veronese un appuntamento capace di unire la forza della tradizione alla vitalità della ricerca contemporanea.

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INFORMAZIONI sito www.estateteatraleveronese.it, pagina Facebook Estate Teatrale Veronese-Comune di Verona, profilo Instagram estateteatraleveronese e canale YouTube Estate Teatrale Veronese.
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Ufficio Stampa Nazionale “Estate Teatrale Veronese”
Maya Amenduni +39 392 8157943 – mayaamenduni@gmail.com
