Al Teatro Torlonia SARFATTI: quando “l’intimo è politico”

TEATRO TORLONIA

dal 5 all’8 Febbraio 2026

Dal 5 all’8 Febbraio

a Villa Torlonia

luogo proibito per la critica d’arte che amò Mussolini

va in scena

“Sarfatti” 

di Angela Dematté 

Nello spettacolo interpretato da Claudia Coli e diretto da Andrea Chiodi, l’influente critica d’arte rielabora il lutto per la morte di un figlio, dolore che la portò a inventare il mito del Duce favorendone l’ascesa al potere. Margherita Sarfatti arriva così per la prima volta in scena a Roma, nel Teatro Torlonia situato all’interno dell’omonima Villa in cui tra il 1929 e il 1943 Mussolini visse con la sua famiglia 

(ph. Elisa Vettori)

ROMA – Dal 5 all’8 Febbraio 2026 Villa Torlonia ospita lo spettacolo “Sarfatti”, scritto da Angela Dematté e diretto da Andrea Chiodi che vede Claudia Coli vestire i panni dell’influente critica d’arte. Il monologo, nato da un’idea di Massimo Mattioli e dalla stessa Coli, è prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano e sarà in scena da giovedì a sabato alle ore 20.00 e domenica alle ore 18.00 nell’ambito della Stagione 2025/2026 del Teatro di Roma. La scenografia è di Guido Buganza, i costumi di Ilaria Ariemme, le musiche di Daniele D’Angelo e le luci di Orlando Cainelli.

L’originale monologo di Angela Dematté, ambientato nel 1932 a Roma, immagina Sarfatti entrare a Palazzo delle Esposizioni per la mostra del decennale della Marcia su Roma, alla quale non era stata invitata. Tra i burrascosi movimenti della sua anima, nel tentativo di dare senso e dignità estetica a quanto ha vissuto, ripercorre le vicende della sua vita materna, amorosa, politica, artistica, rielaborando in chiave intima e segreta l’invenzione del mito del Duce, il lancio e l’ascesa politica di Mussolini per superare il dolore della perdita del figlio Roberto, morto da eroe sul campo di battaglia durante la Prima Guerra Mondiale.

Tutto questo vive nel flusso di pensieri portato in scena da Claudia Coli che verrà presentato emblematicamente nel Teatro Torlonia, situato all’interno dell’omonima Villa in cui tra il 1929 e il 1943 Mussolini visse con la moglie Rachele e i suoi figli. Fu proprio Sarfatti, autorevole critica d’arte e intellettuale, a convincere il Principe Giovanni Torlonia ad affittare il piano nobile della villa d’inizio Ottocento a Mussolini, suo amante, per la simbolica cifra di una lira all’anno (fonte: Rachele Ferrario, “Margherita Sarfatti. La regina dell’arte nell’Italia fascista”, Mondadori 2015, p. 269). Tuttavia, poiché invisa a Rachele, alla stessa Margherita fu assolutamente precluso l’accesso alla Villa, che era diventato luogo politico oltre che privato. 

(ph. Elisa Vettori)

Fondatrice del gruppo Novecento, mecenate di numerosi artisti della sua epoca come Umberto Boccioni, Mario Sironi e Achille Funi, Sarfatti era da loro temuta e riverita e la sua influenza finì per interessare non soltanto il mondo dell’arte: nonostante questo, la sua figura è stata ingiustamente rimossa dalla storiografia ufficiale, facendo dimenticare l’indubbio peso che ebbe avuto sul corso degli eventi storici. Finì che Mussolini, dopo essersi servito delle sue importanti conoscenze e dei suoi consigli che gli permisero di affacciarsi sulla scena politica italiana, prima la escluse e poi la costrinse a un lungo esilio, per via delle leggi razziali emanate nel 1938 che la colpivano in quanto ebrea.

Come scrive in “Margherita Sarfatti. Più” (Manfredi Edizioni 2019) il critico, giornalista e saggista Massimo Mattioli: «Se Margherita Sarfatti non avesse incontrato Mussolini oggi sarebbe celebrata come figura di donna all’avanguardia nei costumi e nell’emancipazione […] e verrebbe studiata come personaggio centrale nello sviluppo delle idee e nell’elaborazione del pensiero culturale e politico di un’importante parte del ‘900».

(ph. Elisa Vettori)

-.-.-.-.-

Info biglietteria

tel. +39 06 44230693 – biglietteria@teatrodiroma.net

Biglietti: 15€ intero – 10€ ridotto

5-6-7-8 Febbraio 2026 | Teatro Torlonia (Via Lazzaro Spallanzani, 1A, Roma)

da giovedì a sabato ore 20.00; domenica ore 18.00

-.-.-.-.-

Claudia Coli (ph. Leila Leam)

SARFATTI

da un’idea di Massimo Mattioli
di Angela Dematté
con Claudia Coli
regia Andrea Chiodi

scene Guido Buganza

costumi Ilaria Ariemme

musiche Daniele D’Angelo

luci Orlando Cainelli

foto Elisa Vettori


produzione Teatro Stabile di Bolzano 

-.-.-.-.-

Angela Dematté (ph. Elisa Vettori)

NOTE ALLA DRAMMATURGIA 

[…] Che una donna abbia contribuito a costruire in modo determinante ma anche inquietante il mito del duce a livello mondiale e che questa donna fosse anche colei che ha costruito l’arte del Novecento (come gruppo e non solo) sono fatti che mi hanno colpito molto e perciò ho accolto con curiosità la richiesta della bravissima Claudia Coli e del critico Massimo Mattioli di costruire una drammaturgia originale. Il rito teatrale non può far altro che cercare le contraddizioni, i dilemmi e le parti più intime di questa vicenda.  Mai come nel periodo fascista, il potere mette in campo una manipolazione spudorata delle idee e dell’immaginario. Arte e politica si muovono in modo osmotico. Da dove viene tutto questo? Da quale arroganza? Da quale necessità di ordine e di rimozione del dolore?

O forse la politica e l’arte che hanno successo non sono che rappresentazioni che condensano i desideri e i bisogni nascosti di un popolo?

Quel che vedremo in scena è una donna che, nel tentativo di dare senso e dignità estetica a quanto ha vissuto, ripercorre le vicende della sua vita artistica, materna, amorosa. Ripercorre i suoi bizzarri movimenti dell’anima in cui si trovano intrecciati la grande storia, i bisogni del popolo e i dolori di madre che hanno condizionato non solo l’arte ma anche la storia d’Italia. I movimenti della storia partono tragicamente anche dall’intimo di una donna. L’intimo è politico. 

Angela Dematté

-.-.-.-.-

Andrea Chiodi (ph. Elisa Vettori)

NOTE DI REGIA 

Lavorare su una figura come quella di Margherita Sarfatti, quella che per i più è sempre solo stata l’amante del Duce, non è affare semplicissimo. Attraverso la scrittura di Angela Dematté, sono riuscito ad avvicinarmi di più alla figura femminile di Margherita, al suo essere madre, oltre che del fascismo, del figlio Roberto e di tantissimi artisti importanti. Una capofila, una donna capace di scoperte e intuizioni importanti- mi verrebbe da dire il fascino del Novecento italiano. Questa donna- che si è trovata sempre nel posto giusto al momento giusto, che ha sostenuto tanti ideali e si è spesa per tanti- si è innamorata di un uomo, Benito, che da quel fascino si è poi staccato, da quegli ideali condivisi con Margherita ha preso altre strade e l’ha abbandonata, anzi esclusa. Ecco incontriamo Margherita Sarfatti nel momento dell’esclusione, mi verrebbe da dire per sua fortuna, e l’ho voluta mettere faccia a faccia con quel Mussolini che si fa celebrare in una grande mostra sul fascismo e non la invita, la esclude per sempre. Così ci dice la storia: alla grande mostra fascista del 1932 Margherita Sarfatti non è invitata, vi entra di nascosto, in solitudine. E in questo momento e da questo luogo che ci parla. 

Mi è piaciuto attraversare l’umanità di una donna che non si può limitare ad essere l’amante di… ma come sempre è molto di più. E così in una stanza immaginaria del palazzo delle esposizioni di Roma, nel luogo dove venne ricostruito lo studio Milanese di Mussolini, Margherita Sarfatti si confronta con il pensiero artistico, politico e sociale che l’ha portata ad essere la Sarfatti, la capofila dell’arte fascista, la “madrina” di artisti importantissimi che hanno segnato l’arte del Novecento italiano. In un monologo che ho desiderato fosse molto serrato e intimo come lo sono i flussi dei pensieri.

Andrea Chiodi 

-.-.-.-.-

Claudia Coli (ph. Leila Leam)

Claudia Coli / Bio

Claudia Coli è un’attrice italiana. Si diploma alla scuola del Teatro Stabile di Genova, completa la sua formazione in Francia e in Italia presso il Centro Teatrale Santa Cristina diretto da Luca Ronconi. 

Debutta in palcoscenico al Teatro di Genova con la regia di Jerzy Stuhr. Nel cinema esordisce in un ruolo da protagonista nel film “Le parole di mio padre” di Francesca Comencini (Festival di Cannes). Seguono spettacoli teatrali per la regia di Valerio Binasco quali “Il gabbiano” di Cechov (nel quale interpreta Nina) e Cara professoressa di Ljudmila Razumovskaja. Nel 2003 viene candidata al Premio Ubu come Nuova attrice (under 30). Torna al cinema con “Il fuggiasco” di Andrea Manni tratto dal romanzo di Massimo Carlotto. Nel 2004-2005 è coprotagonista in tv in “Amanti e segreti 1-2” di G. Lepre Rai 1.

Nel 2005 il regista Patrice Chéreau la sceglie nel film “Gabrielle”, dove recita in lingua francese al fianco di Isabelle Huppert: per la sua performance viene selezionata alla candidatura dei César come “Nouvelle Espoir féminin”. Nel corso degli anni, sempre in cinema, lavora con Renato De Maria, Francesco Falaschi, Marina Spada, Maria Sole Tognazzi, Eros Puglielli, M.T. Giordana e Tony D’Angelo in “Calibro 9”, con A. Boni e M. Placido

In televisione, sempre per la regia di Renato De Maria, prende parte al serial “Medicina generale”. Sul piccolo schermo seguono lavori con Francesca Archibugi (“Renzo e Lucia”), e fiction come “Raccontami”, “L’uomo della Carità” (con Giulio Scarpati), “L’allieva”, “Provaci ancora Prof”, “1992” con Stefano Accorsi, “Don Matteo 10”, “Non Uccidere” e in ultimo “Carla” film tv su Carla Fracci per Rai Uno.

Tornando al teatro, nel corso degli anni recita in “Tre sorelle di Čechov” per la regia di Massimo Castri, ma ha anche firmato una sua ideazione assieme al musicista Arturo Annecchino dal titolo “La signorina Else… e di alcuni piccoli valzer” tratto da Arthur Schnitzler. È stata la protagonista femminile della commedia brillante “Cercasi tenore” con Gianfranco Jannuzzo e ha lavorato con Nikita Michalkov, con Valter Malosti in “Orgia” di Pasolini, con Pietro Maccarinelli e altri. Ha recitato in produzioni del Teatro Elfo Puccini con Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, tra cui “Afghanistan Il Grande Gioco. Enduring Freedom”. È insegnante di recitazione per la Scuola Civica Paolo Grassi di Milano – Summer School, All’ ICMA scuola di cinema Michelangelo Antonioni e tiene laboratori di recitazioni su testi teatrali e cinematografici. A settembre 2025 ha ricoperto uno dei ruoli principali per la nuova stagione della serie internazionale “Signora Volpe”, in prossima uscita, per la regia di David Evans, produzione Cattleya Italia e Route 24.

Ufficio Stampa

Barbara Gambino

T 0471 301566

Mob 3406492842

b.gambino@teatro-bolzano.it

Ufficio stampa 

Claudia Coli

Renata Savo 

T. +39 3201915523  

comunicazione.renatasavo@gmail.com